lunedì 15 dicembre 2014

Troppo Lontano

Il 5 Gennaio esce il disco di Dj West 'Troppo Lontano'. 
cuore by West (lettera dal carcere)
Dj West è tornato: un’espressione usuale quando si parla di un artista che presenta un nuovo album. Solo che quella di West non è stata una pausa artistica tra un lavoro e l'altro.   Da dove è tornato allora?  

"Troppo lontano per descriverti la strada fatta"

Sono passati quasi 3 anni dall’uscita di Tarassaco Piscialetto, ma a quel tempo West era già dentro da un pezzo. Noi continuavamo ad ascoltare le sue produzioni, lui invece non poteva ascoltare niente di niente. Vi immaginate che voglia dire per chi vive di musica, farne senza per mesi e mesi? Per un produttore hip hop perdere anni di evoluzioni musicali? Per un dj che scratcha stare tutto quel tempo fermo con le mani? 
E che effetto può fare passare i giorni senza luce naturale? O indossare una maschera per sopravvivere dentro, e poi trovarsi in un mondo di maschere una volta fuori?

Dentro. Fuori. 
Il tempo che passa e quello che non passa più

Quanto dista troppo lontano?
lettering by Claver Gold

La distanza che alza muri, che separa e non si supera, non è quella che si misura in kilometri. E` geometria emozionale, cartografia dell'anima.

La distanza è lo spazio dell’assenza
(troppo lontano si sta sempre da soli)
e però tutto ciò diventa un disco, che è
un altro modo di mandare un messaggio,
come i segnali di fumo o i codici alieni.

Quando ci siamo incontrati per parlare del suo album, West mi ha detto sorridendo che non voleva parlare dei beats. Ma ha anche detto che potevo fare quello che volevo, quindi ecco: io li ho trovati tanto belli quanto onesti -totalmente privi di fronzoli modaioli. E li ho trovati molto diversi fra loro -come se  chi li ha creati stesse cercando, sperimentando dopo il silenzio, per ritrovare di nuovo la sua strada. Ma per quanto possa essere cambiato, quando ti arriva la botta di emozione lo riconosci subito l’autore!

Graffiti by West
Chi ha detto emozione?! Questo album segna anche un altro ritorno, quello di una ‘coppia’ che aveva fatto della sintonia emotiva la chiave della collaborazione creativa: non a caso è Claver Gold a firmare il singolo che dà titolo all'intero lavoro. Se i brani fossero gli strumenti e il disco l'opera, direi che Troppo lontano è il giro di basso che sostiene il tutto dando profondità e direzione. 

E con Murubutu entra il piano! Torna infatti anche il trio de La rana e lo scorpione, su uno dei beat più struggenti che abbia ascoltato negli ultimi tempi. Ma non manca roba più ruvida (scopritela da soli) e persino una chicca 'funk poliziottesca'. Insomma ce n'è per tutti (figuriamoci se non ce n'è per i rappusi!). E ci sono pure altri nomi-garanzia (quel fenomeno di T-Robb ad esempio) e tutta la click del Buco della Gloria

Sticker by File Toy
Sì perchè Troppo Lontano è prodotto dalla Glory Hole RecordsUna volta nascevi a San Benedetto del Tronto e dovevi arrivare almeno a Bologna per trovare un'etichetta, oggi capita anche il contrario (non ruota tutto attorno a Milano!). Se creare ‘scena’ è il miglior modo di promuovere l’arte underground, questo è forse il più grande successo della GloryHole, che era stata lanciata proprio da Tarassaco e dal sound di Dj West. C'è voluto un sacco di tempo (troppo!) ma quel sound è tornato.

E` musica che viene da troppo lontano, ma sono certa che la sentirete forte e chiaro.

A Massi, con amore
Claire


venerdì 12 dicembre 2014

Il Blackout di Blu


photo: Patate&Cipolle

Non so quante volte sono passata e ripassata a guardare quei muri a Berlino, e ora non potrò farlo mai più. Da Blu al nero totale. Cos’ho tanto da sorridere allora?

La cancellazione di un’opera può essere un’opera d’arte ancora più grande. Non mi credete?

Qui non si tratta delle solite stronzate di un Comune che imbianca la Street Art o i Graffiti –senza neanche riuscirci e lasciando imbarazzanti aloni sui muri. Questi murali sono stati coperti da un collettivo (?) vicino a Blu, e con il suo consenso. E perché? Perché in quell’area verrà costruito un complesso residenziale che avrebbe goduto di una vista privilegiata sulle opere e di un prezzo pompato proprio a causa di questa speculazione.
Il colmo per un artista che da sempre lotta con gli occupanti e dipinge gratis gli squat per salvarli da demolizione o evacuazione.

photo: http://www.nerdcore.de/

Insomma ricoprire le opere è stato un gesto pieno di senso, una performance politica, estetica e concettuale: un bel dito medio alle agenzie immobiliari e una denuncia della gentrificazione che anche a Berlino pare inarrestabile.  Ora è tutto nero, l’arte è a lutto.
Quello di Blu sembra proprio un black-out: un atto che destabilizza, rompe una falla nel sistema. Si e' spenta un'opera che non poteva piu' comunicare.
Ma invece di disperarci o fare i nostalgici, abbiamo l’occasione di protestare insieme a lui. Il sacrificio è di tutti: ci priviamo di un’opera che amiamo, per lanciare un messaggio piu’ grande. Mi sembra il minimo se la posta in gioco è alta, mi sembra il minimo se vogliamo lottare. Le rivoluzioni non amano la nostalgia, non guardano indietro ma avanti… Possiamo permetterci di perdere questa e altre migliaia di opere d’arte, pur di prenderci il futuro.

Ecco perche' sorrido: è tornata l'arte militante!!


venerdì 5 dicembre 2014

Oggi Google mi ha chiesto di rimanere incinta

La notizia e' questa:

Secondo Google per me sarebbe giunto il momento di massimizzare le mie possibilità di rimanere incinta con un test di ovulazione digitale. 

Un annuncio pubblicitario appena comparso sullo schermo mi ha fatto sorgere un paio di riflessioni -e ora mi sfogo con voi! Abbiate pazienza, sono ancora al secondo giorno di ciclo, ma poi passa…
                        



  1. Nonostante possieda tutti i nostri dati, Google non sa proprio un cazzo della nostra vita. 
  2. (Forse conseguenza di questa incapacità d’interpretazione dei dati) il sistema preferisce plasmare la società (le persone) sui modelli di business, anziché il contrario. Come dire: facciamo entrare la vita con tutta la sua molteplicità di sfumature, con tutta la sua complessità di forme e dimensioni, con la sua infinita varietà di profumi.. dentro un gigantesco tritacarne per farne tanti identici hamburger. Non sarà un caso se oggi le hamburgherie vanno per la maggiore!
  3. Questo modello di marketing stereotipato, a cui dobbiamo corrispondere, vuole ad esempio che: se una voce del database è di sesso femminile, ha 28 anni di età e lavora, beh sarebbe ora che entrasse nel sottoinsieme  'consumatrici di abiti da sposa e libri di torte' o almeno in quello 'clienti di Chicco, Plasmon e Peg Perego'. Il femminismo ha ancora tante, troppe battaglie da fare.
  4. Quindi Google mi ha proposto a tutti gli effetti di rimanere incinta. Ma allora mi chiedo: non è che Google è il principe azzurro per caso? Quello di cui parlava la Disney? In effetti ha quest’aura di onnipotenza fallica..

 “Claire, io ti conosco come non ti conosce nessuno, 
e starò con te per sempre, da quando leggi le mail al mattino
 a quando ti addormenti su youtube la notte…
ti prego fai un bambino per me!” Google

Insomma, o il principe azzurro o solo un altro che vuole fotterti.

E non dico nemmeno che Google sia più stronzo di tutti gli altri con cui ho rischiato di fare bambini, dico solo che tanto con l’uno quanto con gli altri continuerò ad usare le mie precauzioni! Occhio anche voi ;-)